22 aprile 2014

Un pò di storia…

le origini (immagine orologio)… stiamo recuperando foto e notizie dal “Consiglio degli Anziani” …. ma più o meno la nostra genesi è questa….

Siamo nati nel novembre 1977, quando otto Volontari della Delegazione della Croce Bianca di Cesano Maderno decidono di assistere nelle loro uscite i medici di guardia del Comune di Seveso. Fanno un turno a settimana e guidano una vecchia automobile messa a loro disposizione dal Comune, alloggiano in tre locali in Via Milite Ignoto, quasi nel centro del paese. 

Dopo pochi mesi, nel gennaio 1978 viene firmata la prima convenzione tra il Comune di Seveso per poter iniziare il servizio di Pronto Intervento. La prima ambulanza viene prestata nel febbraio 1978 dalla Sezione della Brianza e proprio il 1 febbraio 1978 è fissata la data di nascita della delegazione di Seveso. I corsi di formazione si susseguono e le forze in campo crescono rapidamente, l’entusiasmo è tanto e nel 1982 la sede della delegazione di Seveso si trasferisce in Via Martiri d’Ungheria presso il nascente poliambulatorio, dove si trova ancora oggi. 

Nel 1986 la delegazione di Seveso diventa Sezione, acquista cioè autonomia decisionale e finanziaria: il primo presidente Vittorio Figini guida questo importante passaggio. Nel 1987 la Cassa Rurale ed Artigiana di Barlassina (oggi Banca di Credito Cooperativo di Barlassina) dona un’ambulanza alla Sezione. E’ un binomio perfetto: da una parte l’aiuto economico della Banca permette alla Sezione di guardare senza troppe ansie economiche al suo futuro, dall’altra l’impegno dei Volontari, che donano il loro tempo libero gratuitamente per aiutare gli altri, è notevole. Nel 1992 viene istituito anche il servizio diurno perché si vuole rispondere alle esigenze dei cittadini anche durante la fascia diurna, fino ad allora scoperta. 

Nel 1993 la Croce Bianca Seveso si concede un’escursione in un terreno diverso, infatti nell’estate organizza, insieme ad altre realtà locali e nazionali, sia la raccolta sia la spedizione di generi alimentari e di prima necessità (tassativamente vietate le donazioni in soldi, si accetta solo materiale) in Croazia ove imperversa la guerra Serbo/Croata.

Negli anni successivi la Croce Bianca Seveso continua ad offrire una gamma completa di servizi in tutte le fascie orarie e per diversi anni vengono organizzati vari servizi in forte perdita economica al solo fine di aiutare i cittadini di Seveso e di Barlassina. Si crea però un forte indebitamento e nel 2000 la situazione finanziaria è molto delicata. Di fronte alla crisi finanziaria i Volontari per l’ennesima volta si rimboccano le mani. Vengono stipulate nuove convenzioni all’esterno del Comune di Seveso che, nel 2001, affida alla Croce Rossa il nuovo servizio di accompagnamento disabili, ma la Croce Bianca Seveso non si scompone e tutti i Volontari continuano in silenzio il loro lavoro: sarà quindi l’amministrazione comunale a ricontattare la Croce Bianca l’anno seguente. Nel frattempo la Croce Bianca Seveso è riuscita a superare la crisi finanziaria e nel 2003 arriva il primo mezzo acquistato dopo nove anni di attesa, un furgone attrezzato per il trasporto disabili. 

Nel maggio del 2003 la Croce Bianca Seveso, in occasione del 25° dalla fondazione, riceve il premio “Sampietrino d’Oro” consegnato dal Comune di Seveso quale riconoscimento per l’operato che i Volontari dell’associazione hanno svolto negli anni seguendo sempre le persone in difficoltà, ascoltando i bisognosi e accogliendone le richieste. Nel frattempo l’intero parco mezzi è in cattive condizioni e nel 2004 viene acquistata un’ambulanza, mentre nel 2006 due autovetture. 

Passano gli anni, i mezzi si cambiano, i nuovi protocolli, le nuove divise, tutto diventa sempre più impegnativo e professionale, ma l’entusiasmo non manca e per fortuna neppure le persone.

Chiudiamo la nostra storia in poche righe: “I Volontari si impegnano affinché la comunità colmi i vuoti e le povertà anche spirituali/morali che si creano. Di fronte ai “vuoti” si impegnano seriamente per risolverli semplicemente operando, senza cioè demandare ad altri le responsabilità. Tutti possono essere Volontari, non occorre essere Eroi.” Questo atteggiamento ci ha permesso di superare i problemi che in quasi trent’anni abbiamo affrontato.